Una coreografia di Odissi a tema ecologico apposta per noi
La genesi
Qualche mese fa la mia compagna di danza Odissi, amica preziosa e complice di avventure indiane Lucrezia Ottoboni mi ha detto: “Sai cosa mi piacerebbe tanto fare prima o poi? Chiedere a Lingaraj Pradhan (il nostro maestro) di comporre una coreografia apposta per noi”.
Io ho l’entusiasmo facile e l'”andiamo” quasi automatico e così abbiamo iniziato a pensare a un tema che ci aiutasse a raggiungere più persone possibili, in Italia e non solo. Un’urgenza, come si dice abusando della parola. Ci siamo confrontate e il tema che è emerso è stato, senza dubbi, la necessità di prenderci cura del pianeta, la responsabilità che condividiamo tutte e tutti di salvaguardare la terra e le sue creature. Così abbiamo chiamato Lingaraj e gli abbiamo esposto desideri ed esigenze: creare una coreografia non troppo lunga a tema ecologico su una musica composta per l’occasione, sconfinando anche un po’ dall’Odissi classica al contemporaneo.
Come noi, anche il nostro guru si è entusiasmato. Qualche scambio, la completa fiducia nella sua creatività, la ricerca dei voli, la solita casa et voilà.
A Bhubaneswar
In due settimane abbiamo imparato la coreografia costruita da Lingaraj sui nostri corpi. Ecco la trama: i cinque elementi creano il mondo. La natura è popolata da esseri meravigliosi: gazzelle, elefanti, pavoni. La pioggia è un dono ma può diventare eccessiva e portare morte e distruzione. I cambiamenti climatici dipendono da noi che consumiamo tutto e troppo. Nel finale il messaggio: non tagliamo alberi, non inquiniamo fiumi e mari con le nostre industrie, non uccidiamo gli animali per mangiarli. E in conclusione il mantra di moksha, la liberazione. Possano tutti gli esseri senzienti essere liberi dalla sofferenza e possa esserci pace. Om shanti shanti shanti.
Ogni giorno abbiamo aggiunto un pezzetto, cucito su misura sulle nostre gambe e mani, provando, modificando una diagonale, una linea, un giro. Prima un disegno, poi i colori, uno a uno, passo a passo.
Cosa succede ora
Adesso bisogna praticare, praticare, praticare, rendere il duetto una creatura sola, aggiustare la lunghezza dei passi, gli sguardi, le dita, renderci più simili possibili fino a diventare un organismo unico. Lo faremo, ci impegneremo, studiando ogni giorno. Per essere pronte a performare e condividere la nostra passione e il nostro studio. A beneficio di tutti gli esseri.


